CIDA FC SOSTIENE I MANAGER DELLE PREFETTURE CHE RICORRONO AL CONSIGLIO DI STATO

Recovery Fund e ripartenza del Paese: i manager delle Prefetture chiedono che si arrivi ad una vera riforma e ricorrono al consiglio di Stato.

COMUNICATO


RECOVERY FUND E RIPARTENZA DEL PAESE, I MANAGER DELLE PREFETTURE: “SERVE UNA VERA RIFORMA”.

E SI RICORRE AL CONSIGLIO DI STATO

Mentre il Paese è in attesa dei fondi del Recovery Fund per potenziare e riorganizzare la Pubblica amministrazione, sulle Prefetture arrivano gli effetti della vecchia spending review che viene da un passato ormai lontano e va ad incidere sul lavoro di un settore molto delicato, quale quello degli appalti in materia di immigrazione e di supporto logistico alle Forze di Polizia.

Interviene Cida Funzioni Centrali, a sostegno dei manager: “L'applicazione della spending review a dieci anni di distanza non può non tenere conto dell’impatto sui servizi resi ai cittadini. Le Prefetture vanno valorizzate”.

Cida FC sostiene infatti la posizione dei manager delle Prefetture, pronti a presentare ricorso al Consiglio di Stato per affrontare il tema delle modalità di applicazione della spending review e delle conseguenze sull'efficienza dei singoli uffici sul territorio.

“In un momento di chiamata a raccolta di tutte le energie del Paese - spiega Cida FC – è prezioso il contributo di tutti a partire, nel caso del Ministero dell’Interno, dalla componente della dirigenza contrattualizzata che, come è noto, è portatrice di competenze di natura manageriale maturate sul campo. In tale prospettiva risulta assolutamente anacronistico ed intempestivo l’intervento di “riorganizzazione” dello scorso 23 luglio che ha riguardato il Ministero, adottato per dare esecuzione a disposizioni di legge del 2012 in materia di spending review, emanate in un contesto oggi del tutto superato, e che si è concretizzato nel taglio lineare di 24 posti di funzione della dotazione organica della dirigenza contrattualizzata, in settori nevralgici delle attività delle Prefetture.

La riorganizzazione ha coinvolto le Prefetture di grandi città come Torino, Bari, Catania, Firenze ma anche di prefetture di medie dimensioni operanti in contesti difficili come, ad esempio, Foggia, Crotone e Reggio Calabria, in cui la riduzione dei posti in organico inciderà significativamente sulla funzionalità degli uffici rendendo insostenibili i carichi di lavoro dei dirigenti e mortificando le prospettive di rilancio. “L’assurdità – continua Cida FC - è che questi dirigenti non solo saranno destinatari di un aggravio di compiti tale da mettere a rischio l‘efficienza dei rilevanti servizi finora resi alla cittadinanza ma non potranno neppure indirizzare al meglio le conoscenze tecniche possedute, al fine di offrire supporto al rafforzamento delle funzioni istituzionali, specie in tema di antimafia, in un momento storico in cui il rischio di inserimento della criminalità organizzata nel circuito delle risorse del Recovery Fund è elevato".

Il provvedimento riorganizzativo viene contestato sotto diversi profili. Sul piano giurisdizionale, promuovendo e sostenendo l’iniziativa, dapprima dinanzi al Tar ed ora, a seguito della recentissima sentenza di rigetto, dinanzi al Consiglio di Stato per vedere finalmente riconosciuti gli evidenti vizi di illegittimità contestati, tra i quali la disorganicità e l’irragionevolezza di un intervento inefficace e tardivo. Sul piano sindacale, attraverso la richiesta di un tavolo di riforma dell’’Amministrazione civile, sia centrale che periferica, da condividere con la carriera prefettizia.



















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