Aperta all'ARAN la trattativa per la definizione di un Accordo Quadro sulle relazioni sindacali e di

Giovedì 14 febbraio 2013 l'Aran ha aperto il tavolo con le Confederazioni sindacali per prospettare l'esigenza di definire due accordi quadro, rispettivamente, uno sulle relazioni sindacali e un altro sulla disciplina dei contratti a tempo determinato, per i quali l'Agenzia ha ricevuto dal Governo i relativi atti di indirizzo. Dovrà inoltre essere definito un terzo accordo quadro sulle prerogative sindacali (permessi e distacchi), di cui è evidente l'urgenza ma per il quale tuttavia il Governo non ha ancora emanato l’apposito atto di indirizzo.


Il Presidente dell'ARAN, Gasparrini, ha affermato che l'accordo quadro sulle relazioni sindacali si rende necessario dopo la mancata emanazione del provvedimento legislativo che avrebbe dovuto regolare la materia in attuazione del protocollo di intesa del 3 maggio 2012, siglato a suo tempo anche dalla CIDA. Le modifiche del previgente quadro normativo introdotte dalla “riforma Brunetta” (D.Lgs. 150/2009), con le correzioni apportate dalla “spending review” (DL 95/2012) che introducono la possibilità di prevedere l'”esame congiunto” su misure riguardanti il rapporto di lavoro, e lo scadere al 31.12.2012 delle norme transitorie del D.Lgs. 150 determinano per le Amministrazioni una situazione di incertezza normativa che deve essere superata.


La definizione dell'accordo quadro richiede, secondo l'Aran, una attenta analisi delle varie normative presenti in maniera diffusa nei contratti di comparto/area finora stipulati, per la quale è necessaria la collaborazione delle Confederazioni.



Per quanto riguarda l'accordo quadro per i contratti a tempo determinato, si tratta di un atto necessario in vista della scadenza del 31 luglio p.v. che la legge di stabilità ha fissato come termine ultimo della possibilità di proroga dei contratti in scadenza in deroga a quanto disposto dalla “riforma Fornero”.



Durante il giro di tavolo che è seguito alle dichiarazioni dell'Aran, il Presidente CIDA-FP Rembado, a nome della CIDA-MAPI, ha dichiarato la disponibilità della Confederazione a proseguire il confronto sui due temi.



Quanto alle relazioni sindacali, Rembado ha osservato che deve essere l'occasione per fare chiarezza sulla questione, realizzando un equilibrio tra l'esigenza di favorire la condivisione e la partecipazione dei dirigenti e del personale tutto alle scelte delle Amministrazioni, e quella di abbassare il livello di conflittualità nelle varie amministrazioni, conflittualità che non giova certo al recupero di una opinione positiva sul pubblico impiego da parte dei cittadini. Sarà comunque necessario una attenta ricognizione delle norme contrattuali vigenti per valutare l’incidenza dell'accordo quadro sulle discipline già previste dai contratti di settore previgenti e su quelle che in futuro potrebbero essere necessarie anche al fine di tenere conto delle specificità settoriali.



Anche il Sindacato si deve porre il problema della ricostruzione dell’immagine del dipendente pubblico e deve dare, attraverso gli accordi, il proprio contributo in tale direzione.



Per quanto riguarda l'accordo sul tempo determinato, Rembado ne ha sottolineato l'importanza per dare certezza e chiarezza normativa nei settori interessati, in particolare la Scuola, la Ricerca e la Sanità.


La riunione si è conclusa con la calendarizzazione di due successivi incontri: il primo per il prossimo 28 febbraio è dedicato all'accordo quadro sul tempo determinato; il secondo per il 6 marzo è dedicato all'accordo quadro sulle relazioni sindacali.




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