"Il Paese prima di tutto" - Gli Stati Generali di CIDA Manager e Alte Professionalità per l'Italia

28/11/2012

Nella giornata del 26 novembre ultimo scorso si sono tenuti a Milano gli Stati generali della CIDA Manager e Alte Professionalità per l'Italia. Era la prima importante uscita pubblica della Confederazione rinnovatasi e potenziatasi nello scorso mese di luglio attraverso l’acquisizione, fra le altre, della rappresentanza dei dirigenti privati dei servizi (ManagerItalia) e della rappresentanza dei medici ospedalieri (CIMO). Sono rappresentati circa 120.000 iscritti delle varie categorie dirigenziali, professionali e dei quadri.

 

La manifestazione, pienamente riuscita, ha visto la presenza significativa di circa 5000 iscritti presenti nella sala della Fiera Milano Congressi - MiCo.

 

Gli Stati generali erano finalizzati alla presentazione di una serie di tesi aventi come oggetto “il Paese prima di tutto”, da offrire e presentare al mondo politico. In altri termini un tentativo della Confederazione CIDA di costituire un punto di riferimento qualificato per esprimere non solo e non tanto le rivendicazioni di categoria, ma una propositività politica in termini di idee e di proposte per l’interesse generale.

 

L’incontro di Milano è stato preceduto da una preparazione durata qualche mese, durante i quali sono stati elaborati dalle varie Federazioni della CIDA (fra le quali anche la nostra Federazione funzione pubblica) una serie di contenuti, dei quali la relazione del Presidente Silvestre Bertolini ha costituito una sintesi completa e stimolante.La giornata comunque si è caratterizzata soprattutto per il fatto che, ad ascoltare e commentare le proposte della CIDA,  era attento invitato il Presidente del Consiglio dei Ministri, prof. Mario Monti.

 

La sua presenza costituisce di per sé un evento degno di nota, perché testimonia di una "riscoperta" da parte dei vertici politici dell'importanza dei requisiti di "competenza, conoscenza e merito", sui quali ha più volte insistito nella sua relazione il Presidente Bertolini.

 

Il Presidente Monti ha ascoltato attentamente la relazione del Presidente Bertolini effettuando di seguito un intervento nel quale ha espresso la sua complessiva condivisione sulle tesi presentate e le ha chiosate fornendo precisi riscontri su aspetti e problemi che emergevano dalle questioni propostegli.

 

Nei prossimi giorni saranno fornite sul sito confederale  le informazioni circostanziate in ordine alle tesi della CIDA. In considerazione di ciò, è sufficiente qui di seguito delineare una sintesi succinta:

 

-          L’affermazione della competenza, della conoscenza e del merito come valori distintivi di riferimento e come criterio generale di valutazione della dirigenza pubblica e privata del Paese.

 

-          L’esigenza di un rinnovo della pubblica amministrazione, quale condizione indispensabile per lo sviluppo e il ritorno alla crescita del Paese.

 

-          Una sempre maggiore osmosi fra pubblico e privato con un trasferimento reciproco di conoscenze e di competenze.

 

-          Uno snellimento della pubblica amministrazione ed una sua presenza meno pesante e pervasiva, soprattutto in termini di vincoli posti da norme e regolamenti sull’attività delle imprese.

 

-          Una riduzione del coacervo soggetti pubblici operanti nel quadro istituzionale, con riferimento al numero delle Amministrazioni ministeriali, a quello delle Regioni, all’abolizione delle Amministrazioni provinciali e di quelle comunali di più ridotte proporzioni.

 

-          Un ridimensionamento dell’infrastruttura politica presente nel Paese, con relativa diminuzione del numero di rappresentanti sia nelle due Camere, sia nei luoghi istituzionali delle Autonomie locali.

 

-          L’affermazione dei sistemi di valutazione del merito, come unico criterio di giudizio del valore dell’azione dei manager sia pubblici che privati.

 

-          Un forte impegno in materia di formazione, diretta non solo ai manager – le business school - ma anche al ceto politico, attraverso l’apertura e la gestione di vere e proprie scuole di formazione politica.

 

-          Una radicale riforma fiscale con l’obiettivo di un sistema in cui contribuiscano in giusta entità non solo i redditi da lavoro dipendente che sono certificati e trasparenti, ma anche quelli di tutti i contribuenti, con una lotta dura all’evasione fiscale, capace anche di colpire la privacy, se necessario. In questo senso è stato giustamente fatto notare che la dirigenza pubblica e privata, che costituisce il 2% circa della popolazione, contribuisce al gettito fiscale con il 20% del totale.

 

-          La riduzione dell’ingerenza della politica nelle strutture sanitarie.

 

-          La cura della previdenza e del welfare in generale attraverso il sostegno del ruolo dell’INPS così come è stato integrato con gli altri Enti di previdenza pubblica.

 

-          La conseguente richiesta finale di essere consultati, al pari delle altre rappresentanze dei lavoratori,  in occasione del varo delle grandi riforme istituzionali, cosa questa che  Monti ha promesso di tenere nel debito conto.

 

Ciò che comunque vale, anche di più della presenza del Presidente Monti, è il fatto importante che la dirigenza pubblica e privata rappresentata dalla CIDA si sia apertamente candidata a costituire un ceto dirigente capace, non solo di rivendicazioni corporative, ma anche di fornire un piano per “il Paese prima di tutto", così come recitava lo slogan inaugurale degli Stati generali.

 

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