Una nota sul sistema della previdenza ai lavoratori pubblici contro inspiegabili allarmismi

COMUNICATO


Le notizie di stampa relative al deficit della gestione Inpdap, la previdenza degli impiegati pubblici, non hanno il pregio della novità in quanto lo squilibrio dei conti dell'Ente ora confluito in INPS era manifesto e conosciuto a tutte le autorità di Governo dall'anno 2007 quando si manifestò per la prima volta. Le cause del deficit strutturale non attengono solo al progressivo aumento della speranza di vita, fenomeno evidentemente comune con il resto della previdenza, ma anche in maniera determinante al blocco delle assunzioni dei dipendenti pubblici, che impedisce un 'evoluzione del gettito contributivo adeguata al trend di crescita delle uscite per pensioni.

La riforma delle pensioni dello scorso dicembre, operando un drastico riposizionamento dell'età di collocamento a riposo, ha posto le condizioni per un superamento di uno squilibrio finanziario derivante anche da una precedente età media di collocamento in quiescenza che si attestava, sia per i lavoratori pubblici che per quelli privati, su una media dei 59 anni di età. Il nodo strutturale di sistema risulta pertanto risolto in radice.

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