Ricorsi CIDA FP e Confedir Mit PA avverso manovra di giugno 2010

31/10/2011

COMUNICATO

 

Si è tenuta stamattina alle ore 9,30 la prima udienza del complesso delle azioni giudiziarie intentate da CIDA FP – tramite delega allo studio legale del prof. Fabio Francario - avverso la “manovra finanziaria” del Governo, di cui al DL 78/2010, convertito in legge 122/2010.

La convocazione odierna concerneva due azioni, quelle proposte avverso l’art. 9, comma 32, della L. 122/2010, per le Aree di Contrattazione Dirigenziali I° e V°: erano presenti, davanti al Giudice del Lavoro di Roma, il Presidente Giorgio Rembado, il Preside Rusconi e la Dirigente Barbara Casagrande, difesi dall’avv. Dario De Blasi. Era presente anche il Segretario Generale Unadis, dott. Massimo Fasoli.

Nell’ambito di una azione di accertamento, si è chiesto al giudice di verificare che il complesso dello status giuridico ed economico dei dirigenti è regolato dal contratto collettivo e individuale; si è chiesto, in particolare, che il giudice accerti che la previsione di cui al comma 32 dell’art. 9 della L. 122/2010 - per cui alla scadenza dell’incarico l’amministrazione può conferirne al dirigente uno di valore economico inferiore, anche in mancanza di valutazione negativa, - viola la clausola di salvaguardia di cui al CCNL. Crediamo siano lese – da quella norma primaria censurata – l’organizzazione sindacale che ha contrattato e sottoscritto la disposizione contrattuale di salvaguardia e tutela, e i dirigenti, ai quali si applica il contratto collettivo.

Il giudice ha rinviato per le conclusioni al 5 marzo prossimo.Le differenti azioni intentate avverso le previsioni di cui ai commi 2 e 21 dell’art. 9 della L. 122/2010 saranno trattate in altre udienze, il prossimo 19 dicembre.

Vi terremo aggiornati, come al solito, sugli sviluppi della vicenda.

Vi ricordiamo che è doveroso – secondo il nostro sindacato - reagire alla delegittimazione dell’intero sistema pubblico, al blocco dei contratti 2010-2012, al blocco delle promozioni e delle progressioni, alla fine della meritocrazia, alla reformatio in peius, non solo delle retribuzioni, ma, soprattutto del ruolo e del valore delle funzioni dirigenziale nella PA.

Abbiamo AVUTO IL CORAGGIO DI INTENTARE UNA CAUSA – COSTOSA E GRAVOSA - mentre tutti “blateravano” sulla ingiustizia della misura: NOI CI BATTIAMO SEMPRE CON FORZA A FAVORE DELLA DIRIGENZA PUBBLICA E NON FACCIAMO SOLO LAMENTAZIONI O CHIACCHIERE, ma poniamo in essere COMPORTAMENTI CONSEGUENTI.

 

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