COMUNICATO STAMPA

Roma, 1° luglio 2011


La Federazione della Funzione Pubblica della CIDA, relativamente al testo della manovra approvata ieri dal Consiglio dei Ministri, rileva innanzitutto che la misura iniqua e incostituzionale di un ulteriore taglio del 5% delle retribuzioni oltre i 50.000 euro lordi annui sia stata accantonata, anche a seguito delle forti proteste di questa Organizzazione.


Resta invece del tutto inaccettabile la reiterazione del blocco dei trattamenti previdenziali che arriva ormai a colpire la grande massa delle pensioni del pubblico impiego, come se fossero pensioni d’oro.


Permangono infine forti ambiguità e conseguenti perplessità relativamente alle misure di riduzioni del numero degli istituti scolastici autonomi che in qualsiasi caso comporterà un aggravio delle responsabilità e dei carichi di lavoro per dirigenti e direttori amministrativi delle scuole, senza alcuna forma di compensazione economica per gli interessati.

Giorgio Rembado - Presidente Federdirigenti Funzione Pubblica-CIDA


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